Trekking Parco Pollino

Laino, un viaggio nel tempo

Si parte dalla vecchia stazione delle Ferrovie Calabro Lucane, ormai in disuso. Si percorre un tratto della massicciata ferroviaria attraversando l’affascinante ponte a cinque arcate che in salita supera il fiume Lao e il Battendiero poco prima della loro confluenza.
Poco dopo si abbandona la massicciata e si prosegue per una stradina che percorre le campagne lungo le sponde del fiume Lao in direzione di Laino Castello. Il paesaggio conserva un aspetto arcaico con piccoli campi coltivati a ortaggi e cereali permeati da complessi sistemi di adduzione e di drenaggio delle abbondanti risorgive d’acqua naturali.
Dopo aver raggiunto la fontana sottostante il centro di Laino Castello, si attraversa il “ponte di ferro” e costeggiando il fiume Lao si raggiunge la bocca delle Gole del Lao sotto la località Capo a mare. Lungo il fiume non è difficile assistere al volo di Aironi Cenerini in inverno e primavera. Al ritorno sullo stesso sentiero si visita la cittadina di Laino Borgo e le sue chiese che delicatamente ricordano un passato greco-bizantino. Visitato il paese seguendo il corso del fiume Jannello si percorre per lungo tratto il vecchio “acquaro” che attraversa le campagne di Laino B., punteggiata di vecchi terrazzamenti agricoli, case rurali abbandonate, di cui una conserva l’agreste affresco di San Foca. Arrivo al Santuario della Madonna dello Spasimo o delle Cappelle edificate nel XV sec. da un fedele che ha voluto rappresentare i luoghi della Terra Santa.
La vegetazione è dominata dalle querce caducifoglie ma è ricca di specie della macchia mediterranea: origano, menta, vitalba, edera, pungitopo, asparago. Da Laino Borgo è possibile vedere il centro storico di Laino Castello, antico Castaldato Longobardo, purtroppo completamente abbandonato nel 1982 dai suoi abitanti.

Dislivello: 200 m in salita m 48 in discesa
Tempo di percorrenza 3,5 ore
Km 9
Escursione adatta a tutti

La Serra delle pietre

Si raggiunge la cima del Monte Pollino, la seconda in ordine di altezza. Si attraversa una faggeta distrutta da una valanga nel 1993. Panorama aereo sui costoni rocciosi abitati dai Pini Loricati. Area frequentata dall’Aquila e dal Falco pellegrino.
Consente di raggiungere in località Pollinello gli esemplari più vecchi di pino loricato (tra i quali il patriarca, 930 anni). Si attraversa una zona che presenta una notevole rinnovazione di Pini Loricati. Si può abbassare la difficoltà di questo percorso evitando l’ascensione alla vetta e/o percorrendolo all’inverso.

Dislivello: 645 m in salita, 607 in discesa
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 8
Escursione facile

Rifugio De Gasperi Piano Ruggio (m 1535)  Belvedere di Ruggio (1550)   Serra del Prete (m 2180)   Colle Impiso (m 1573)

I Patriarchi del Pollino

Si raggiunge la cima del Monte Pollino, la seconda in ordine di altezza. Si attraversa una faggeta distrutta da una valanga nel 1993. Panorama aereo sui costoni rocciosi abitati dai Pini Loricati. Area frequentata dall’Aquila e dal Falco pellegrino.
Consente di raggiungere in località Pollinello gli esemplari più vecchi di pino loricato (tra i quali il patriarca, 930 anni). Si attraversa una zona che presenta una notevole rinnovazione di Pini Loricati. Si può abbassare la difficoltà di questo percorso evitando l’ascensione alla vetta e/o percorrendolo all’inverso.

Dislivello: 771
Tempo di percorrenza 6,5 ore
Km 14
Escursione media difficoltà

Colle Impiso (m 1573)   Piani di Vacquarro (m 1525)   Piano Gaudolino (m 1684)  Dolina del Pollino (m 1975)   Monte Pollino (m 2248)   Patriarchi   Bosco Pollinello (m 1820)   Piano Gaudolino (m 1684)   Colle Impiso (m 1573)

la via della Rocca

Escursione di “trasferimento”: consente di spostarsi dal versante ovest a quello nord del Parco. Si attraversa parte dell’interessante faggeta-abetina, ricca di vetusti esemplari di abete bianco. Ambiente preferenziale del picchio nero, picchio verde ed altri picidi minori. Fino a Piano Jannace il sentiero viene percorso dai Rotondesi per il “furto” dell’albero in occasione della festa di Sant’Antonio. I “Monumenti” sono formazioni rocciose naturali che ricordano vagamente un monumento megalitico. Nei pressi di Pietra Castello la foresta si arricchisce di specie botaniche quali il pioppo tremolo, il pino loricato, il sorbo degli uccellatori, il sorbo montano, prunus ssp., e pyrus. Parte del sentiero ripercorre il tracciato della Rueping, una ferrovia Decauville, realizzata all’inizio del secolo per il trasporto del legname. Lago Fondo è un piccolo laghetto che riunisce caratteristiche carsiche e glaciali, abitato da numerosi anfibi.

Dislivello: 200 m in salita 398 in discesa
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 9,5
Escursione facile

Colle dell’Impiso (m 1573)   Vacquarro (m 1475)   Cresta del Conocchiello (m 1650)  Piano Jannace (m 1646)   i “Monumenti”  Bosco di Cugno dell’Acero   Rueping  Pietra Castello (m 1671)   Lago Fondo (m.1508)   Lago Duglia (m. 1.375)

Serra di Crispo: il giardino degli Dei

Sulla Serra delle Ciavole vive il maggior numero di esemplari di grandi dimensioni di questo albero. Con le loro forme contorte acquisite nei millenni sfidando gli elementi naturali ognuno di loro rappresenta un vero monumento naturale. Splendido il panorama verso oriente e sui Piani di Pollino. Lungo il sentiero si incontrano rocce inglobanti le “rudiste”, resti fossili di molluschi oggi estinti. Nella faggeta visibili sono ad un occhio attento alcuni esemplari di Abete bianco: sopra Piano di Vacquarro, un esemplare lungo circa 40 m, purtroppo schiantatosi al suolo qualche decennio fa. Si raggiunge la quota 2000 m s.l.m. attraversando interessanti foreste di faggio, le praterie secondarie dei piani di Pollino con i laghetti sul flysh eocenico abitati da ululoni e salamandre. Habitat ideale del gheppio, lepre, coturnice. Interessante un abete bianco “bonsai” fuori areale a quota 2000 m ed alcuni “faggi serpente”.

Dislivello: 678 in salita, 803 m in discesa
Tempo di percorrenza 6 ore
Km 13
Escursione media

Colle dell’Impiso (m 1573)   Piani di Vacquarro (m 1525)   Piani di Toscano (m 1800)   Fontana degli Scifi (m 1850)Þ Serra delle Ciavole sud (m 2127)   S. d. Ciavole Nord (m 2130)   Sorgente alta del Frido (m 1965)   Balconata del Pollino Þ Piani di Toscano (m 1800)   Piani di Vacquarro (m 1525)   Colle dell’Impiso (m 1573)

La serra delle Ciavole: il Cimitero dei Pini Loricati

Sulla Serra delle Ciavole vive il maggior numero di esemplari di grandi dimensioni di questo albero. Con le loro forme contorte acquisite nei millenni sfidando gli elementi naturali ognuno di loro rappresenta un vero monumento naturale. Splendido il panorama verso oriente e sui Piani di Pollino. Lungo il sentiero si incontrano rocce inglobanti le “rudiste”, resti fossili di molluschi oggi estinti. Nella faggeta visibili sono ad un occhio attento alcuni esemplari di Abete bianco: sopra Piano di Vacquarro, un esemplare lungo circa 40 m, purtroppo schiantatosi al suolo qualche decennio fa. Si raggiunge la quota 2000 m s.l.m. attraversando interessanti foreste di faggio, le praterie secondarie dei piani di Pollino con i laghetti sul flysh eocenico abitati da ululoni e salamandre. Habitat ideale del gheppio, lepre, coturnice. Interessante un abete bianco “bonsai” fuori areale a quota 2000 m ed alcuni “faggi serpente”.

Dislivello: 653
Tempo di percorrenza 6 ore
Km 13
Escursione media

Colle dell’Impiso (m 1573)   Piani di Vacquarro (m 1525)   Piani di Toscano (m 1800)   Fontana degli Scifi (m 1850)Þ Serra delle Ciavole sud (m 2127)   S. d. Ciavole Nord (m 2130)   Sorgente alta del Frido (m 1965)   Balconata del Pollino Þ Piani di Toscano (m 1800)   Piani di Vacquarro (m 1525)   Colle dell’Impiso (m 1573)

Le faggete di Coppola di Paola

Partendo dal Rifugio De Gasperi si cammina sempre coperti dalla faggeta. Si attraversa inizialmente un’area ricca di doline, dove spesso si nascondono rapaci notturni. La faggeta presenta pochi, ma interessanti esemplari di agrifoglio, tasso, abete bianco: si tratta di relitti di una presenza in passato più consistente. La Timpa dell’Orso è una balza rocciosa proiettata sulla Valle del Mercure, antico bacino lacustre. Salendo verso la vetta del Cozzo Ferriero si incontrano esemplari maestosi di faggio. In particolare nei pressi della vetta si estende una faggeta non toccata dai tagli effettuati negli anni ’50, apparentemente coetanea e probabilmente primigenia. Potrebbe trattarsi di una colonizzazione recente avvenuta in seguito ad una perturbazione dell’area o dal riscaldamento del clima. Dalle cime del Cozzo Ferriero e della Coppola di Paola si gode un panorama a 360° sui versanti calabrese e lucano, con vista fino allo Ionio dell’intero allineamento delle cime più elevate del Parco. Si scende a Colle del Dragone e si raggiunge la piccola e fresca sorgente della Caballa prima di raggiungere Piano Ruggio.

Dislivello: 569
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 9
Escursione media

Piano Pedarreto (m 1350)   Timpa dell’Orso   Cozzo Ferriero (m 1805)   Coppola di Paola (m 1919)   Colle del Dragone (m 1606)  Sorgente della Caballa (m 1540)   Piano Ruggio (m 1535)   Piano Pedarreto (m 1350)

Periplo di Piano Ruggio

Partendo dal Rifugio de Gasperi si compie il periplo del Piano di Ruggio attraversando faggete, aree con evidenti fenomeni carsici, praterie con abbondanti fioriture in primavera. Di notevole interesse in autunno per il contrasto di colori tra i boschi di faggio e i Pini Loricati. Adatto anche d’inverno per una facile escursione in racchette da neve.

Dislivello: 129
Tempo di percorrenza 3 ore
Km 7
Escursione adatta a tutti

Rifugio De Gasperi Piano Ruggio (m 1535)  Colle del Dragone (m 1606)   Sorgente della Cavalla (m 1540)   Sorgente di Ruggio (1572 m)   Vallone di Malevento  Belvedere di Ruggio (1575)   Piano Ruggio (1512 m)   Rifugio De Gasperi (m 1535)

Sullo sfondo della Tetide

 Rifugio Acquafredda (m. 1070)Itinerario di notevole interesse geologico. Attraversa un paesaggio molto singolare costituito da rocce di origine lavica a forma di cuscino (pillows lava). La Timpa di Pietrasasso si eleva a punta come un monolite su una vegetazione a steppe punteggiata da secolari agrifogli. Questo sperone roccioso è utilizzato probabilmente dai rapaci come punto di riferimento durante le migrazioni: sulle ampie praterie che circondano questo paesaggio è molto facile compiere avvistamento di rapaci. La sorgente Catusa è una delle sorgenti d’acqua più ricche e belle del Pollino.

Dislivello: 441
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 8,5
Escursione facile

Casa del Conte (m. 1100) Timpa delle Murge (m. 1441) Sorgente Catusa (m. 1280) Timpa di Pietrasasso (m.1350) Monte Tumbarino (m. 1249)

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